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Il caso riguarda un problema che potremmo definire emblematico, con presenza di un annesso realizzato (con struttura lignea, dunque leggera) quale ampliamento di un edificio esistente a sua volta avente una struttura in muratura portante. Si noti che gli stessi nella figura che segue sono stati indicati come “porticato chiuso” e come “edificio abitativo”.

porticato chiuso edificio abitativo

Ciò che si vuol subito evidenziare è che detto annesso è stato progettato e realizzato senza alcuna relazione geologica di supporto e senza alcuna indagine geognostica, se si esclude un sondaggio perforato al tempo dell’edificazione del primo impianto che nella citata figura è stato indicato con S1. In pratica, il progettista ha ritenuto che la geologia fosse sufficientemente omogenea a così breve distanza (da dimenticare che sovente è vero proprio il contrario) ed ha preferito far realizzare una piastra di fondazione fondata su pali.

interno corpo principale annessoPurtroppo sia per il progettista e sia per i proprietari dell’immobile, come evidenziato nella foto l’annesso ha iniziato a manifestare una rotazione di corpo rigido, probabilmente favorita dalle modeste dimensioni dell’opera, dalle modeste tensioni indotte sul terreno dalle fondazioni e dalla presenza dei pali. Di conseguenza, è venuto a formarsi un gradino all’interno dell’edificio nel passaggio dal corpo principale all’annesso che denota un cinematismo dettato dalla combinazione di una traslazione (prevalente) con una rotazione secondaria, tanto da ricondurre il problema ad un fenomeno di pressoflessione retta.

Una volta ricostruito il problema, che si ricorda essere di rotazione di corpo rigido in assenza di lesioni, il passaggio successivo è consistito nella conferma del cinematismo attraverso un’adeguata campagna di indagini geognostiche, a sua volta consistita in n. 5 prove penetrometriche statiche (CPT) per i cui dettagli esecutivi ed interpretativi si rimanda al “Manuale avanzato di Meccanica delle Terre”. Dalle stesse è emersa la stratigrafia di cui alla figura iniziale, con presenza di terreno di riporto e di terreni colluviali di spessore variabile da un minimo di 1,80 metri a monte fino ad un massimo di 9,20 metri nella parte più esterna (Cpt2). Nel contempo, dal progetto dell’annesso è emersa una profondità dei pali di fondazione di 8,00 metri che poteva voler dire solo una cosa: pali a valle sospesi in terreni con scarsissime caratteristiche geomeccaniche che, soggetti a consolidazione, hanno indotto due effetti che si sono sommati: 1) l’attrito negativo agente sul fusto dei pali; 2) il collasso parziale del terreno di riporto, con formazione di una fessura di trazione passante attraverso la struttura fondale dell’ampliamento. In aggiunta bisogna evidenziare che il danno è stato prodotto sulla sola struttura dell’annesso di per se molto leggera (poiché interamente in legno) che trovava il suo peso maggiore nella soletta di fondazione e nei pali di fondazione.

Geol. Raffaele Achilli (http://www.provepenetrometriche.it)

Romolo Di Francesco

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