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Il caso in esame è stato uno di quelli insidiosi, uno di quelli le cui lesioni a prima vista sembrano facilmente attribuibili ad un classico cedimento angolare per un problema di pressoflessione deviata; in realtà, da un esame più attento delle lesioni, sono stati rilevati diversi cinematismi sovrapposti, alcuni dei quali hanno riciclato fratture preesistenti mostrando, in almeno un caso, anche l’esistenza di cedimenti differenziali delle fondazioni.

casa con lesione

L’analisi storico-critica condotta, eseguita ai sensi del Dm 14.01.2008, ha consentito di scoprire l’esistenza di un precedente intervento di consolidamento delle fondazioni, che ha visto la realizzazione di nuove fondazioni - realizzate all’interno dello stesso manufatto - composte da un reticolo di travi rovesce delle dimensioni di 80 x 80 cm ed eseguite negli anni ’90.
La tipologia di fondazione, le sue dimensioni e la sua rigidezza globale non spiegano perché il manufatto, anche dopo l’esecuzione delle fondazioni e la risarcitura di tutte le lesioni, manifesti ancora lo stesso quadro fessurativo iniziale.
Analizzando attentamente tutte le pareti della scatola muraria, sia all’interno che all’esterno (con particolare riferimento sulla parete ortogonale a quella con la lesione a semiparaboloidica visibile nella foto) si individuano lesioni inclinate sia a destra che a sinistra, fino ad accavallarsi e confondersi.
Romolo Di Francesco ed io abbiamo analizzato il caso e dopo l’analisi preliminare di tutte le lesioni abbiamo deciso di “guardare da lontano” la casa, cioè dalle colline di fronte.
La “vista geomorfologica” ha infine conferma l’origine dei dissesti: la casa è costruita su un terreno in frana avente uno spessore di alcuni metri e caratterizzata da spostamenti millimetrici annui.
Tutto troverà conferma nelle indagini eseguite e nelle ispezioni condotte negli edifici limitrofi: tutti con lo stesso problema!
Le indagini svolte sono consistite in 2 prove CPT, per ricostruire la stratigrafia e relazionare i vari strati con la quota di riferimento, ed una indagine MASW per individuare la categoria di sottosuolo.
La soluzione tecnica, indicata ai committenti che dovrà essere sviluppata a livello esecutivo è: trasferimento dei carichi in profondità oltre il limite della porzione di terreno in frana mediante fondazioni indirette con micropali a tubolare in acciaio, valvolati e iniettati a pressione elevata con malta cementizia adeguata. Chiaro che la sezione resistente dei micropali dovrà essere dimensionata tenuto conto degli effetti flessionali e del taglio indotti dal movimento della massa in frana.

Il presidente dei Meccanici Terrestri
Ing. Luigi Ruggeri

studioruggeri2003@tiscali.it

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