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figura 1 rigopiano aerofotogrammetria 1954

Figura 1. Aerofotogrammetria del volo GAI - presa del 14 settembre 1954

Nella figura 1 è visibile l'aerofotogrammetria (fotogrammi nadirali) n. 2198 della strisciata 58 - Foglio 140 Teramo - volo GAI (Gruppo Aeronautico Italiano), realizzata in data 14 settembre 1954. Per avere un ordine di misura approssimata, si consideri che l'immagine della figura 1 ha una scala 1:30.000 (quella approssimata dei voli a copertura nazionale è di 1:33.000). Certo è che, se l'occhio non è allenato, molti particolari che sono visibili, ma che necessitano di una interpretazione, a questa scala possono sfuggire. Ciò che è subito visibile, ma necessita di tecniche di approfondimento, è l'area di Rigopiano (area in rosso), mentre l'area delineata in giallo non fa pensare ad un'area solo priva di vegetazione. E' questo il motivo per cui utilizzeremo la tecnica della fotointerpretazione speditiva, i suoi strumenti ed una rappresentazione cartografica delle forme antropiche presenti.

Nella figura 2 si può vedere uno stereoscopio di campagna USA a 2,5 ingrandimenti (dono di un collega fotointerprete USA durante la Guerra del Golfo del 1991), una coppia di aerofotogrammetrie montate in coppia stereoscopica ed un computer per il tracciamento della rappresentazione cartografica speditiva. Per ciò che afferisce alla tecnica di fotointerpretazione, che non è il solo guardare con uno strumento binoculare, si rimanda alla lettura di uno dei miei maestri (Guidi: Fotogrammetria fotointerpretazione telerilevamento Firenze IGM 1978); l'altro è il Generale Petronio Malagoli.

L'area delineata dal colore giallo della figura 1 "potrebbe essere" ciò che rimane della porzione di suolo da cui è partita la valanga del 1936, nota per aver investito la stessa area ed aver causato ingenti danni; anche se, comparando l'altezza della vegetazione non investita dalla valanga e la stessa nell'area gialla, trascorsi solo diciotto anni, si nota una (forse) eccessiva e veloce crescita della vegetazione.

figura 2 rigopiano stereoscopio copia

Figura 2. Stereoscopio e aerofotogrammetrie montate in coppia stereoscopica.

figura 3 rigopiano comparazioni

Figura 3. Comparazione tra  l'aerofotogrammetria del 14 settembre 1954 (volo GAI) e la cartografia IGM scala 1:25.000.

La cartografia a scala 1:25.000 (Figura 3, immagine B) dell’Istituto Geografico Militare, come noto è il prodotto della restituzione del volo aerofotogrammetrico (Figura 3, immagine A) realizzato dal Gruppo Aeronautico Italiano a cavallo tra il 1954 e il 1956.

Domanda: cosa ci ha comunicato il tecnico restitutista attraverso la rappresentazione cartografica, che risulta essere il prodotto tra la interpretazioni delle immagini montate in coppia stereoscopica e le informazioni acquisite dal lavoro di campagna dei topografi?

Risposta: molti particolari interessanti.

Primo tra tutti, ciò che è stato rappresentato cartograficamente nell'area 1 dell'immagine B della Figura 1; in effetti, se andiamo a consultare la legenda della cartografia scala 1:25.000, troviamo che nessun simbolo è legato alla rappresentazione di cui sopra; il restitutista vuole forse indicarci un fronte di frana con l'area della probabile propagazione della stessa se attivata?

Nell'area 2 di colore rosso, presente nelle immagini A e B, cartograficamente riscontriamo la presenza di un muro di cinta, mentre fotointerpretando le immagini possiamo dire che sono presenti più vasche poste a terrazzo (probabilmente per la raccolta delle acque) ad oggi non più visibili; a monte della stessa ci sono due fonti. Nell'area 3, immagine A e B della Figura 3 possiamo vedere le forme antropiche presenti nel 1954, che vedremo nel dettaglio in Fig. 5.

L'ultimo particolare risulta essere quanto rappresentato nell'area di colore azzurro dell'immagine B della Figura 3, dove ci sono nette variazioni nel tracciamento delle curve di livello (tecnicamente definite realizzate a volo di uccello) che ci permettono di dire che quell'area è stata oggetto di accumulo di materiale proveniente dalle aree sovrastanti.

figura 4 rigopiano pendenze versanti

Figura 4. Delimitazione delle aree contigue con la stessa inclinazione di versante (colore giallo)

Per comprendere quale sia la presunta area di accumulo di materiale è stata impiegata, in forma speditiva, la tecnica della delimitazione delle aree contigue con la stessa inclinazione di versante (Figura 4, aree colore giallo); tale attività ha permesso, per dissomiglianza ed in forma speditiva, grazie anche all'effetto prodotto della stereoscopia, di delimitare l'area di  probabile accumulo (Figura 4, area colore rosso).

figura 5 rigopiano forme antropiche

Figura 5. Rappresentazione cartografica delle forme antropiche

Precedentemente si è parlato delle forme antropiche presenti nel settembre del 1954 nell'area della catastrofe, rappresentate in forma speditiva nella rappresentazione cartografica di Figura 5; in essa sono presenti i manufatti (colore rosso), le vasche a terrazzo, le strade e delle aree di colore viola. In queste ultime, è presente una non meglio interpretabile attività di scavo.

Un particolare che necessita di approfondimenti è il rifugio Tito Acerbo, quello completamente distrutto dalla valanga che ha investito l'hotel Rigopiano lo scorso 18 gennaio; il Rifugio fu inaugurato il 15 giugno 1933 (fonte: http://www.anaabruzzi.it/?p=441) alla presenza dell’Onorevole Manaresi, Sottosegretario di Stato alla guerra e Commis­sario Nazionale dell'A.N.A. Dalle informazioni reperibile in rete, il Rifugio, dopo la sua inaugurazione, non è mai stato oggetto di ristrutturazioni dovute a calamità naturali.

Quindi, in ultima analisi, viene da pensare che il materiale di accumulo sia stato depositato in un periodo antecedente il 1936, contrariamente a quanto ritenuto finora da altri ricercatori; resta comunque il fatto che:

a) l’area è stata nel recente passato oggetto di accumuli valanghivi;

b) l’area corrisponde ad una conoide il cui stato di pericolosità è citato negli articoli DEBRIS FLOWS, CONOIDI DI DEIEZIONE E PROBLEMI DI STABILITA' DELLE STRUTTURE e ANALISI DELLA PERICOLOSITA' GEOMORFOLOGICA DI RIGOPIANO.

 

Massimo Morigi

Esperto in tecnologie satellitari attive e passive

 

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